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CARLO VENTURINI
visto da Ercole E. Casolo
 






















Carlo Venturini

Via A. di Prampero 89
33013 Gemona del Friuli (UD)
tel.0432982489 - cell.3492851513



 






Le grandi tele di Carlo Venturini non richiedono particolari chiavi di lettura che, quasi sempre, aprono porte solo immaginate dal critico d'arte e che, nel concreto, restano se non estranee, almeno ben lontane dal sentiero creativo e dall'estro dell'autore. Qui invece basta seguire il rapido ed incisivo stagliarsi delle forme, per varcare la soglia di questo mondo e per essere sedotti dalla limpida vena dei colori e dalla immediatezza grafica dei segni. Tuttavia bisogna guardarsi dal non essere fuorviati nel giudizio, cioè dal non collocare questa pittura nel contestodella grafica per l'illustrazione fine a sè
 

stessa: sarebbe un errore, perchè invece essa è il risultato di fervide rielaborazioni, del recupero di emozioni antiche e di slanci contenuti e spesso sofferti sino a diventare forma pura e colore a sè stanti.

La scala dei bei corpi di donne, quasi reale, dà l'illusione di entrare nel quadro, di accarezzare le forme e sentirne il calore. E quando le linee pitturate non bastano a sedare l'impeto, i pennelli intrisi di colore sono buttati da parte per tornare alla graffiante matita ed al pastello, protagonisti insistenti e inquieti che, con il groviglio di segni, irretiscono ed inchiodano a vivo le figure.La campitura di queste ampie superfici, senza ombre e quasi sempre sostenute solo dal robusto disegno, non indulge al lezio, alla pennellata d'effetto e lo spazio che racchiude le figure diventa esso stesso argomento e soggetto.

Dietro le transenne dei primi piani, preziosi trafori di ali e intrichi di rami, spaziano i cieli a loro volta primi attori di una bellezza recuperata dal sogno.
in alcuni quadri i placidi e opulenti nudi femminili lasciano la scena allo scatenarsi di un mitico bestiario, dove l'artista indugia con meticolosa curiosità costruttiva e dove avvince la selvaggia fissità degli occhi. Ma anche sui volti muliebri talvolta si scatenano risate sardoniche e beffarde.

Sono episodi alterni e pur significativi nella pittura di Carlo Venturini, un modo di rincorrere la sua visione di "bellezza",un termine questo di cui ha una sua conoscenza diversa, ma che tutti lodiamo ed è, per dirla con Gibran, ciò che vediamo e ci fa preferire il dare all'avere.

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