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...Il
suo linguaggio si sviluppa su un linearismo incisivo, flessuoso
come rami di vincastro, si innerva di cromatismi tumultuosi e incandescenti,
di robustezze paesane che fanno affiorare con forza dirompente le
radici del sentire in un mondo piegato dall'artificio dove tutto,
anche il rapporto con la natura, sembra costruito in laboratorio
...I calligrammi, gli ornati, gli arabeschi, gli elementi architettonici
orientali, i flabelli di palmizi che fanno da sfondo alla figura,
non proiettano quest'ultima in una cornice di sublimante astrazione
decorativa secondo gli stilemi del floreale; suggeriscono, invece,
il mistero che adombra la figura, impostata volumetricamente per
ricavarne un rinnovato effetto di magico realismo.
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A una prima occhiata non sembrano esserci dubbi:le figure antropomorfe
e zoomorfe di Carlo Venturini non sono suscettibili di "fraintendimenti":
stanno, per così dire, dalla parte dell'arte, a dar vita a un bestiario
miracoloso, da Paese delle Meraviglie, arricchito da ambigue apparizioni
femminili.
...I grandi pannelli onirico-zoologici di Venturini potrebbero essere
rubricati come decorativi, e con l'eco di un certo liberty riconsidrerato
à rebours, ma sarebbe un giudizio sbrigativo: perchè le sue donne
e i suoi animali sono come attraversati da un flusso di energia
vitale, che li sottrae alla vocazione fissista di ogni decorativismo,
per restituirli ai vortici e agli spettri cromatici tempestosi di
una pittura che rappresenta e che inventa.
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...Restiamo
sorpresi dall'abbondanza di quella comunicazione e di come quell'abbondanza
resti colmata. Come è colmo un cielo vuoto di nubi e terso ci appaga,
così ci impressiona e appaga l'arte di Carlo Venturini, filtrata
attraverso le alterne aspettative di chi si avvicina. In quel grandioso
fumetto, in quella fortunata produzione, Venturini ci offre grandi
momenti di normalità, perciò inimitabili
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...La
scala dei bei corpi di donne, quasi reale, dà l'illusione
di entrare nel quadro, di accarezzare le forme e sentirne il calore.
E quando
le linee pitturate non bastano a sedare l'impeto, i pennelli intrisi
di colore sono buttati da parte per tornare alla graffiante matita
ed al pastello, protagonisti insistenti e inquieti che, con il
groviglio di segni, irretiscono ed inchiodano a vivo le figure.
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